Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario è un raro esempio di cinema italiano che sconfina dai generi tradizionalmente battuti e guarda, finalmente, all’esportabilità. Scommessa vinta, come vinti sono stati il Grand PrixLa Semaine du Cinéma Fantastique di Nizza, ed il Best World Film al Boston Science Fiction Film Festival. Il mattatore di questa storia di storie è il regista Paolo Gaudio, che srotola come un papiro tre diversi universi temporali ed una giostra di personaggi le cui vicende vanno a intrecciarsi in un onirico gioco del destino. Oltre a diversi piani narrativi, Gaudio gioca sul piano stilistico, alternando live-action e stop-motion con la perizia di un burattinaio e gli occhi di un bambino.

 

Fantasticherie di un passeggiatore solitario

 

CH: Oltre a chiederti come ti sei avvicinato alla stop-motion, vorremmo una tua opinione sulla situazione nel nostro paese nel settore dell'animazione.

PG: Inizio dalla seconda domanda perché la prima è più complicata! In Italia il cinema di animazione purtroppo non vive un momento straordinario, ma il nostro cinema è sempre stato controverso e combattuto. Credo che qui l'animazione non abbia mai avuto davvero l’opportunità di passare dall’infanzia all’età adulta, ma è passata direttamente alla vecchiaia. Abbiamo avuto registi e autori eccezionali dopo i quali non si è poi visto molto. Ma oggi qualcosa si muove, iniziamo lentamente a crederci e a spingere di più. Non parlo solo del cinema di animazione ma anche in generale del cinema fantastico. Il film di Garrone è sicuramente l’esempio migliore, ma anche molti videomaker e filmaker iniziano a interessarsi a storie che prevedono la sospensione dell’incredulità piuttosto che un cinema-verità. 

Fantasticherie di un passeggiatore solitario

Al cinema di animazione arrivo perché all’età di otto anni, dopo aver visto Ritorno Al Futuro, ho deciso di diventare un regista. Ho iniziato a vedere tutti i film fantastici degli anni ’80, e ad avere una grande curiosità per gli effetti speciali. E all’epoca la maggior parte degli effetti speciali si realizzavano proprio in stop-motion! Mi sono sempre nutrito di questo tipo di Cinema, quindi da un certo punto di vista è stata una scelta inevitabile. Per il futuro, le nuove tecnologie ci danno sicuramente una mano. Credo avremo la possibilità di vedere film sempre più audaci, con voglia di sperimentare e di mischiare le tecniche.

CH: Parliamo di Fantasticherie, un film a tecnica mista. Mi è sembrato tu attinga molto anche dai Wachowski: i salti temporali e l’intreccio delle storie mi hanno ricordato la linea narrativa di Cloud Atlas, poi però ho pensato che hai realizzato questo film prima che Cloud Atlas uscisse.

PG: Assolutamente sì! Infatti quando l’ho visto al cinema è stata assolutamente una sorpresa, anche se una bellissima sorpresa. Quando vedo altri film con lo stesso approccio ne sono felicissimo. E in più parliamo di due grandissimi autori che sono sempre stati davvero tra i più liberi nel panorama mondiale, anche se Jupiter l’ho trovato più commerciale degli altri. Ma sono riusciti a produrre un Cinema con la C maiuscola, e Cloud Atlas ne è l’esempio perfetto. Credo però che il vero contatto con i Wachowski sia l’amore per la letteratura. Amo in particolar modo il passaggio dal romanzo moderno alla scrittura contemporanea degli anni '90.

Fantasticherie_di_un_passeggiatore_solitario

Fantasticherie di un passeggiatore solitario

CH: Fantasticherie, in sostanza, è film sulla letteratura.

PG: Assolutamente sì, soprattutto sulla letteratura incompiuta. Quella che non riesce ad esaurirsi in se stessa perché la vita si mette di traverso, tra l’autore e la sua opera d’arte. Io immagino i libri incompiuti come dei freaks, per quanto bellissimi. Il mio film è un grande omaggio agli scritti incompiuti ed anche, o forse soprattutto, a coloro che li amano.

 

CH:Stai avendo un ottimo riscontro sul piano internazionale, da Boston a Nizza. Che consiglio daresti a chi si sta affacciando al tuo mestiere?

PG: In realtà sono io che cerco sempre consigli dagli altri! Però se proprio c’è una cosa che io stesso mi vorrei sentir dire, e che quindi provo a dire agli altri, è che viviamo in un momento storico in cui è fondamentale la pratica. Pensare, riflettere ed ipotizzare è importante ma bisogna buttarsi, anche a costo di sbagliare o di fare qualcosa che non è esattamente ciò che avevamo in mente. Se si ha molta pazienza, ormai il limite è davvero solo la fantasia. Se uno ha fantasia e voglia, e non ha paura, buttarsi è il consiglio migliore. Dalla mia esperienza, poi, quello che può essere il risultato è sempre sorprendente. Boston e Nizza sono stati dei momenti che non avrei mai immaginato. Quando a Nizza ho vinto il premio che l’anno prima era andato a Cuarón è stato davvero esaltante. Anche questa è la magia del Cinema.

 

 

Ringraziamo Paolo Gaudio per il tempo e la disponibilità che ci ha concesso e facciamo i migliori auguri a lui ed al suo bel film. Vi ricordiamo che, mentre passa per manifestazioni come il Brussels International Fantastic Film Festival, lo Sci-Fi-London e il Mammoth Lakes Film Festival in California, Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario è stato apprezzato anche in casa al Future Film Festival di Bologna ed è in trattative per la distribuzione nel nostro Paese.

 

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